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La grande nevicata del 1985

Nel gennaio 1985 ci fu una grande ondata di freddo, con temperature che oscillavano da -5°C a Vicenza, fino al 4 gennaio, toccando gli 8°C sotto zero. Cosi sarà per giorni fino ad arrivare all’11 gennaio, con la minima storica per la città di ben 19,8°.  Al suolo ci sono dai 10 ai 20 centimetri di neve ovunque, una neve ormai assestata e ghiacciata ma pronta a riceverne altra. “Quando il sol la neve indora, neve, neve, neve ancora”: mai come nel gennaio 1985 questo proverbio fu più azzeccato.

Il generale Baroni e le previsioni del tempo di quei giorni

IL 13 GENNAIO: IL GRANDE FREDDO E LA NEVICATA DA RECORD

Il giorno 13 il Lanerossi che insegue la promozione in serie B (che arriverà a giugno) ospita al Menti il Pavia, con i -17 del mattino viene da chiedersi come si potrà disputare la partita in un terreno tutto ghiacciato. E’ una vittoria sofferta quella del Vicenza che arriva assieme ai primi fiocchi di neve che iniziano a cadere sulle grandi città del nordovest, prima Torino, poi Milano, poi Bergamo. Lo dicono a “Tutto il Calcio Minuto per Minuto” in diretta radio. Rispettando pienamente le previsioni, una perturbazione si forma in Mediterraneo occidentale e si mette in moto verso est, carica di umidità e capace di trasportare aria più mite.

La Pianura Padana è un immenso congelatore naturale, l’aria più calda ed umida è costretta a scorrere sopra questo immenso lago d’aria gelida preesistente, dando origine a copiosissime nevicate. I primi fiocchi sorprendono una Vicenza imbacuccata dal gelo alle 18 della sera. Lunedì 14 ci si sveglia ancora con i fiocchi a depositarsi su ogni superficie, durante la notte nevica su Vicenza con la temperatura probabilmente più bassa mai osservata a nevicata in atto -7.2°C.

All’alba si misura una minima di -9°C in aeroporto e, pur con qualche breve pausa, continua a nevicare per l’intera giornata con accumuli che arrivano a superare i 40/50 centimetri. Il traffico subisce i primi pesanti contraccolpi e alcune scuole rimandano a casa i ragazzi già in mattinata. La sera di lunedì 14 gennaio ha qualcosa di surreale, più di ogni altra nevicata del passato. Stavolta la neve caduta è davvero tanta. Ogni rumore è soffocato, ogni luce viene esaltata.

UN PAESAGGIO SIBERIANO

Il pomeriggio del 14, tuttavia, mostra ancor più quanto le temperature stiano cambiando, per la prima volta da 9 giorni a questa parte, si torna per un breve lasso di tempo, sopra lo zero con una massima diurna di +2°C. Il giorno seguente, martedì 15 gennaio, Vicenza si sveglia confermando i valori termici nettamente ridimensionati, minima di appena -2°C e ancora fiocchi di neve ovunque che smetteranno di cadere solo verso metà giornata. Una Vicenza mai vista così misura dai 50 ai 70 cm di neve. Un accumulo che crescerà ancora un po’ mercoledì 16, prima della trasformazione della precipitazione in pioggia. Gli estremi termici di mercoledì 16 sono +1/-2°C.Il peso dell’acqua e l’aumento delle temperature, che hanno fuso una parte della neve, causeranno notevoli danni ai tetti dei capannoni agricoli e industriali, costruiti piatti e non in pendenza, come invece, e per fortuna, nelle case. Le scuole sono chiuse, ma praticamente tutte le attività sono paralizzate. I comuni si affidano a squadre di spalatori, retribuiti a 10.000 Lire l’ora, girano di sera, in città, vestiti di nero con la pala in spalla. Sembrano becchini. C’è urgenza di far defluire tutta l’acqua rimasta in superficie e occorre scavare sulla neve per liberare i tombini e le caditoie. Chi possiede trattori e ruspe, lavora praticamente 24 ore al giorno per liberare strade, piazze, passaggi privati e cortili per l’intera settimana. Nei campi sportivi della provincia si corre e gioca a pallone tra muri laterali di neve alti tre metri! Autentici muri di neve anche in piena città e in Piazza dei Signori. Una piazza vista così solo allora.

(contributo di Marco Rabito – da Vicenza Today)

Anche Monteviale fu coinvolta, ovviamente, da quella “montagna di neve”, rimanendo paralizzata per tre giorni, con scuole chiuse, e diversi compaesani che indossati gli sci scendevano su via Callecurta…come se fossero a Madonna di Campiglio. Le foto seguenti rendono bene l’idea…