Una nuova poesia per Monteviale

(PG) In più occasioni in questo blog, abbiamo già avuto modo di esprimere il nostro interesse per la poesia. In particolare per quel tipo di poesia semplice, fatta di parole che scaturiscono spontaneamente dal cuore in un momento il cui l’anima sente il bisogno di esprimere un pensiero o un sentimento, un sentire che si tramuta in scrittura.

Nel nostro percorso di recupero e valorizzazione dei poeti locali,  oggi vogliamo proporvi un’altra breve composizione poetica ritrovata grazie all’intervento della nostra compaesana Nadia Peruzzi che, segnalandoci la pubblicazione di Jolanda Mazzali “Verso il tramonto” (Edizioni Venete 1982), ci ha dato lo spunto che cercavamo per farvi conoscere anche questa figura femminile sulla quale stavamo già svolgendo delle ricerche.

Monteviale marzo 2002 (Foto di Antonio Cozza)

 UN CARO PENSIERO AL PAESE DI MONTEVIALE

 Monteviale, posto sul colle dell’iberica Città

 come vedetta, si arriva a postazione amena

e lo sguardo s’inebria verso la vallata

incute protezione che dall’alto tutto vede.

Ci sono agricoltori, muratori e commercianti

artigiani meccanici calzolai e studenti

e un Poeta colto che nulla sfugge, e scrive

e il resto che lavorando favellan come sogno.

Gli argomenti non mancano del vivere di ogni giorno

sorvolano avvenimenti gai e tristi; allunisono

lodano Iddio di tale sito ameno da lor goduto.

C’è il parroco emblema di giustizia Divina

il popolo assoggettato e buono a lui si affida.

Nel radioso Colle spesso m’inebrio con animo lieto

a ogniun di loro lancio il mio messaggio affettuoso.

“Sii sulla terra un vivo, felice in mezzo ai buoni”

 

1947 – quarta elementare

 

1955 Pellattiero Giovanni, Golin Rienzo e Sartori (dal libro “All’ombra dell’olmo”)
1937 Fratelli Zemin Maria e Umberto (dal libro “All’ombra dell’olmo”)