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Bernardo Morsolin di Gambugliano

Bernardo Morsolin nacque a Gambugliano il 6 gennaio 1834 da Giovanni e Rosa Baruffato, alle ore 6 nella casa dei propri genitori, posta nella contrada Morsolina. Fu battezzato. com’era usanza allora, lo stesso giorno e gli furono imposti i nomi di Bernardino Luigi alla presenza dei padrini Francesco Oliviero e Antonio Baldi. Secondogenito di una famiglia non certamente abbiente, ma neppure povera. Infatti il nonno Marco, insieme ai suoi fratelli, il 6 febbraio 1798 aveva acquistato per ducati 1150 circa cinque campi nella Contrada delle Tombe, così chiamata e dopo alcuni anni vi erano state costruite due case dove si sistemarono tutti i Morsolin e diedero con il loro cognome il nuovo nome alla località che è rimasto tale ancor oggidì. La famiglia Morsolin aveva profonde radici in quel paese dove, il loro antenato, “mastro” Leonardo, nella seconda metà del secolo XVI , era emigrato da Fara Vicentina. La prima istruzione scolastica e religiosa la ebbe in paese sotto la vigilanza del parroco Don Antonio Bruttomesso che molto contribuì alla sua vocazione. Entrato giovanissimo in Seminario nel 1858 venne consacrato sacerdote. E’ proprio come seminarista che scopre la sua vocazione letteraria e già nel 1852 pubblica i suoi primi versi “Un conforto alla madre” in ricordo dello scomparso professore ed abate Angelo Beltrame. Nel seminario egli ebbe modo non solo di apprendere e di approfondire la formazione di sacerdote ma anche quella di cittadino e coltivò in particolare lo studio delle scienze. Fu allievo di sacerdoti illustri per la vita italiana di quel tempo, quali furono Giacomo Zanella, Giovanni Battista Dalla Valle, Giuseppe Fogazzaro e Giovanni Rossi (il Fogazzaro e il Rossi furono membri del Governo provvisorio della città di Vicenza nei moti del ’48). Fu tanto diligente ed appassionato agli studi che il Vescovo preferì incaricarlo, subito dopo la consacrazione, all’insegnamento del Seminario del Ginnasio di “Grammatica nello studio filosofico” anziché inviarlo cappellano in qualche parrocchia. Nei burrascosi periodi che seguirono al ’48 con il ritorno del Governo Austriaco e poi con la venuta di quello Sabaudo, si schierò con clero liberale moderato, che era avversato in modo deciso ed alle volte anche violento, sia dal clero liberale più acceso che da quello intransigente. Diversificazione che si acuì soprattutto sulla questione romana del “non expedit”. Egli dimostrò le sue convinzioni moderate e liberali nel discorso tenuto il 22 agosto 1868, trigesimo della morte del suo insegnante Don Dalla Valle, professore di diritto canonico ed accusato a suo tempo su alcuni punti del suo insegnamento, davanti al Patriarca di Venezia, da uno dei famosi fratelli (don) Scotton intransigenti cattolici all’accesso, e dall’orazione funebre, che lesse il 18 giugno 1874 per il trigesimo di Don Girolamo Polatti, uno dei tanti sacerdoti filoliberali vicentini, parroco di S. Stefano. Ascritto alla Congregazione di Mutua Carità dei Sacerdoti nel 1859, nel 1867 fu eletto nel Direttivo che ebbe in Don Giuseppe Fogazzaro il Presidente. Carica che tenne fino al 1883. Nel giugno del 1873 partecipò, con altri quattro sacerdoti, alla delegazione vicentina che si recò ai funerali di Alessandro Manzoni a Milano ed egli tenne la commemorazione del grande scrittore scomparso alcuni giorni dopo a Vicenza. Il 31 luglio 1887 il Morsolin con Giacomo Zanella e Giuseppe Fogazzaro furono i soli sacerdoti che presenziarono all’adunanza dell’Associazione Nazionale per soccorrere i missionari cattolici tenutasi a Vicenza, ma la riunione andò deserta perché il nuovo clero “era d’altra opinione”. Per i suoi meriti di studioso nel 1874 fu nominato Cavaliere dell’Ordine del Santi Maurizio e Lazzaro, dal Governo Italiano. Come già ricordato il Morsolin fu ordinato sacerdote nel 1858 e rimase in seminario per tre anni come insegnante di “Grammatica nello studio filosofico”. Nel 1861 passò al ginnasio liceale dove fu nominato professore supplente di italiano, latino, storia e geografia con decreto della Luogotenenza Lombardo-Veneta. Intanto continuava gli studi e nell’anno scolastico 1863/64 fu esonerato dall’insegnamento avendo ricevuto un sussidio per compiere il triennio presso l’Università di Padova. Qui ebbe come maestro Giuseppe de Leva, titolare della cattedra di storia universale. Per il suo mantenimento e per la sua attività sacerdotale nel 1861 viene assegnato alla chiesa della Resurrezione di Nostro Signore al Cimitero Comunale e vi rimarrà fino al 1864. Nel 1865 sarà inviato come addetto alla chiesa di S. Stefano di Vicenza. Fu abilitato all’insegnamento della storia e della geografia nel 1864 e all’insegnamento delle lettere italiane nel 1866. Nel frattempo con decreto del 12 gennaio 1865 era stato nominato professore effettivo ed il 16 dicembre dell’anno successivo professore titolare. Nell’anno scolastico 1866/67 insegnò lettere italiane nelle tre classi del liceo e nello stesso anno ebbe anche l’incarico provvisorio della direzione del ginnasio liceale. Rimase sempre nel Liceo dove nel 1897 ebbe l’incarico della presidenza e dal 20 febbraio 1898 fu preside effettivo. Bisogna tenere presente che in quel tempo il Liceo era la più importante delle scuole pubbliche, quindi, l’incarico conferitogli risultava uno dei più alti della cultura vicentina. Nel liceo Bernardo Morsolin godé sempre di notevole prestigio tanto che fu affidato proprio a lui l’incarico di tenere i discorsi ufficiali dell’Istituto in alcune importanti occasioni quali l’intitolazione della scuola ad “Antonio Pigaffetta” ed il già citato discorso commemorativo su Alessandro Manzoni. Il Brignoligo nel suo libro sulla cultura veneta  ebbe a scrivere di lui: “Alla scuola egli era diligentissimo, conosceva a fondo quello che doveva insegnare e l’insegnava senza slancio ma senza pedanteria” […] Bernado Morsolin fece parte dell’Accademia Olimpica fin dall’inizio della sua riforma (avvenuta nel 1871) ed infatti lo si trova tra l’elenco dei soci ordinari del 31 dicembre 1871. La sua collaborazione all’attività accademica fu assai laboriosa e numerosi suoi studi sono pubblicati negli “Atti”. Il 20 dicembre 1877 fu nominato membro della Deputazione alla Biblioteca Bertoliana istituita nel 1859 per assistere il bibliotecario nella direzione specialmente per quanto riguardava l’acquisto dei libri e la sorveglianza del personale. Fu anche componente della Commissione Conservatrice dei Monumenti. Consigliere e poi Presidente della Commissione alle cose patrie del Museo Civico dove creò la sezione numismatica e fu tra i fondatori della Società Numismatica Italiana. Fece anche parte dell’Ateneo Bassanese, fondato nel 1846, e membro dell’Accademia di Scienze, Lettere ed Arti di Padova. Il Morsolin fece parte anche dell’Istituto Veneto, il 9 febbraio 1879, quando fu eletto socio corrispondente per le province venete e ne divenne effettivo il 7 febbraio 1892. […] Il 6 dicembre 1898 ebbe la soddisfazione di diventare Vicepresidente dell’Ateneo Veneto. Nel 1889 fu nominato addetto alla Chiesa di S. Corona. Nell’estate del 1897 fu assente dalla presidente del Liceo perchè malato […] morì il 14 dicembre 1899 nella sua casa di Vicenza al n. 959 di Via Canove Nuove. […] La sua morte fu annunciata dai fratelli Filippo, Giuseppe e Luigia. In segno di lutto il liceo e il ginnasio rimasero chiusi per tre giorni e la Scuola Tecnica Palladio e l’Istituto Tecnico un giorno. I funerali ebbero luogo il 16 dicembre con partecipazione di gran folla alla chiesa di S.Stefano. […] Bernado Morsolin fu commemorato ufficialmente dall’Istituto Veneto il 21 dicembre 1902 da Antonio Fogazzaro.

Di lui si hanno numerosissime pubblicazioni (oltre quattrocento) tra le quali spiccano quelle su Giangiorgio Trissino e quindi sugli studi palladiani, sulle memorie storiche di vari paesi e di varie arti e mestieri nonché di episodi della vita storica vicentina ed italiana.

In suo onore fu eretto un busto nella sacrestia della Chiesa di Gambugliano, una lapide murata nel 1924 nell’atrio del Liceo Pigafetta e la dedica di una via nel 1954 nel quartiere vicentino di S. Pio X.

[…]Il Morsolin fu, forse, il più grande per lo studio della nostra storia (vicentina).A lui dobbiamo l’approfondimento di tutti i rami di questa scienza e fu il precursore moderato, pur essendo sacerdote, di storia laica, rispetto a quella religiosa, che era di moda a quei tempi.[…] Egli pubblicò questi suoi tre saggi storici inerente alle “Notizie storiche del Setificio di Vicenza” nei secoli XIV, XV, XVI e XVII in tre distinti opuscoli ed in annate successive. […] L’argomento trattato dall’erudito storico era piuttosto impegnativo perché era basato più su una ricerca d’archivio accompagnata dal ragionamento che sue quella bibliografica dato che, quest’ultima, allora era inesistente. Infatti l’autore, nell’introdurre il lettore al suo primo studio ebbe così a lamentarsi “…mentre non pochi dei Vicentini si studiarono di trasmetterci notizie delle vicissitudini della storia politica, letteraria ed artistica de’ nostri antenati, manco uno ebbe cura di lasciarci memorie dettagliate intorno all’origine, progresso e dirò anche perfezionamento del nostro setificio”. Il suo rammarico era ben giustificato vista l’importanza storica ed economica del setificio nella vita vicentina, dello sviluppo, prima in forma artigianale e familiare, per poi sfociare agli inizi dell’ottocento nell’industriale.[…] Grande rammarico per il Morsolina fu che dopo tanti sacrifici che i vicentini seppero dare a questa arte si videro ancora una volta beffati da Venezia che approvò sul finire del ‘600 i nuovi Capitoli Statutari dei Mercanti Drappieri di Seta nei quali fecero risultare, almeno per la storia, che la prigenitura della lavorazione della seta fu esclusivamente veneziana. Lo studio del nostro erudito abate ha ben dimostrato quanto ciò non fosse vero e che poi, nella pratica, smentito nei secoli XVIII e XIX con la rivoluzione industriale che ebbe in Vicenza una delle maggiori protagoniste nella scena nazionale ed internazionale.

Fonte “Del Setificio in Vicenza nei secoli XIV-XV-XVI e XVIII notizie storiche” a cura di Sandro Mazzarol