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Il chirottero di Monteviale

15 febbraio 1910 n.26 la copertina della rivista “La scienza per tutti”

N. 26 della rivista “La scienza per tutti” con l’articolo sul ritrovamento (effettuato in anni precedenti) dello straordinario reperto fossile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TESTO DELL’ARTICOLO

Nei dintorni di Vicenza , e precisamente nelle colline di Monteviale – costituite da un terreno di strati di lignite – fu trovato da un abitante del luogo, in mezzo a sassi e pietre sgretolati dai fianchi del monte, un pipistrello fossile gigantesco. E dico gigantesco non già per vezzo letterario, ma perché lo scheletro del grosso mammifero alato (è inutile che io ricordi che i pipistrelli non sono uccelli ma mammiferi, come non sono pesci i delfini, i quali pure sono mammiferi) è grande quanto quello di un pollo. Per fortuna, la persona che trovò la pietra, su cui è stampata l’impronta del colossale pipistrello, intuì che doveva trattarsi di qualche cosa di interessante sotto il punto di vista scientifico, e ravvolto il pezzo fossile in un comune fazzoletto, lo portò ad un naturalista di Vicenza. Questi comprese subito l’importanza dell’oggetto presentatogli, e lo acquistò ad un prezzo irrisorio, per il Museo della città. Il suddetto pipistrello fossile è l’unico esemplare che esista al mondo, ed ha un valore inestimabile, poiché esso è bellamente conservato e quasi completo, mentre i pochi altri pipistrelli fossili sono rappresentati da parti frammentarie dei rispettivi scheletri. I cinque esemplari più belli che esistano nei Musei di Storia Naturale del mondo, sono costituiti da pipistrelli fossili di cui si rinvennero solamente le vertebre, o la testa, o le ali. Ma anche in questi preziosissimi esemplari scheletrici trattasi sempre di pipistrelli fossili di dimensioni medie, appartenenti cioè (per usare il linguaggio scientifico) al sottordine dei Microchiropteri, mentre il pipistrello fossile di Monteviale è l’unico esemplare di pipistrello fossile di grandi dimensioni, appartenente cioè all’ordine dei pipistrelli frugivori, cioè dei Megachiropteri. L’indice della mano del pipistrello di Monteviale è armato d’artiglio come il pollice, e il dito di mezzo presenta tre falangi. La dentatura non è molto evidente causa la compressione subita dall’animale fra gli strati di lignite, nondimeno sono abbastanza chiaramente visibili i due denti del mascellare inferiore. Nel calcagno è visibile un’apofisi ossea, che costituisce lo sperone, e la coda è formata da otto vertebre. Un naturalista tedesco che ebbe occasione di studiare questo raro e non mai visto animale fossile, giudicò che, presentando il suddetto pipistrello alcune caratteristiche proprie alla specie del gruppo degli insettivori, debba trattarsi di una forma di transizione fra i megachiropteri ed i microchiropteri, di un individuo cioè che serva da anello fra i due gruppi, e che è quindi di sommo interesse scientifico ed indubbiamente nuovo. L’esemplare, come dissi, è conservato nel Museo di Vicenza, accanto al coccodrillo fossile – altra meraviglia della paleontologia vicentina – trovato dallo scrittore ed illustre scienziato Paolo Lias. Il pipistrello fossile di Monteviale fu illustrato dal professor Meschinelli in una sua magistrale lettura al Reale Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti. DOTT. GIOVANNI FRANCESCHINI

 

REALE ISTITUTO VENETO DI SCIENZE LETTERE ED ARTI

1902 Luigi Meschinelli

Adunanza ordinaria del 21 giugno 1903

Presidenza del m.e. Fogazzaro, presidente

[…]seguono poscia le letture poste all’ordine del giorno

  1. Da Schio, m.e.: presentazioni a termini dell’art. 18 del Regolamento della memoria del Dott.Luigi Meschinelli intitolata “Contributo alla paleontologia vicentina. Un nuovo chirottero fossile (Archaeopteropus transiens Mesc.) delle ligniti di Monteviale”.

L’A. riferisce intorno ad un mammifero volante testè scoperto nella lignite oligocenica di Monteviale, del quale si accompagna una fotografia.

E’ un chirottero nuovo non solo, ma ancora l’individuo più specioso e più completo di quanti mai finora si sono rinvenuti.

I chirotteri fossili scoperti e studiati fin qui appartengono al sottordine dei carnivori e mai in nessun luogo si rinvennero sinora degli avanzi da attribuirsi al sottordine dei frugivori.

Il chirottero di Monteviale ha caratteristiche essenziali che lo collocano appunto in questo ultimo sottordine.

L’A. fa osservare, come talune peculiarità scheletriche del fossile di Monteviale sono proprie dei chirotteri carnivori e perciò dalla comunione di tali caratteri, dalla presenza cioè nell’esemplare studiato, di caratteristiche esclusive di chirotteri carnivori e di altre esclusive ai chirotteri frugivori, egli non esita che ritenere che il mammifero volante della lignite vicentina costituisca un tipo intermedio, una vera forma di passaggio fra i Megachirotteri e i Microchirotteri, ed è perciò che l’A. impone al nuovo fossile il nome di Archaeopteropus transiens. […]

Negli anni l’esemplare fu soggetto di numerose analisi da parte di molti studiosi: Andersen, Fabiani, Revilliod e Dal Piaz che nel 1937 pubblicò “I mammiferi dell’Oligocene Veneto”.

Il museo naturalistico archeologico di Vicenza fu bombardato dagli alleati il 18 marzo 1945 e quasi tutti i materiali naturalistici furono irrimediabilmente distrutti.

Si salvò il calco del chirottero fossile di Monteviale che si trova all’Istituto di geologia dell’università di Padova.

Calco del reperto fossile trovato a Monteviale

 

Altro calco presso il Museo SMA di Bologna

 

Fonti: 

https://phaidra.cab.unipd.it per la foto di Meschinelli 

https://www.wikidata.org per la foto del calco di Padova

https://www.facebook.com/geologia.museiunibo per la foto del secondo calco