Stelle di pietra

Il corallo fossile è un resto organico delle creature note per vivere in un ambiente salino delle ere primordiali: di fatto sono gli scheletri degli animali marini morti che vengono poi conservati lasciando il disegno floreale nella roccia.

antiguastrea lucasiana (immagine da www.gbif.org)
Nella sezione naturalistica del  Museo Naturalistico archeologico di Vicenza è stato riprodotto in 3D l’ “Antiguastrea lucasiana”, un corallo fossile oligocenico vissuto circa 30 milioni di anni fa proveniente da Monteviale – riproduzione a cura di “Shape 3D Veneto” –

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra i reperti fossili provenienti dal nostro territorio rientrano per importanza i coralli (CNIDARI) che possono essere ammirati in diversi musei italiani ed esteri.

da “Dei terreni di sedimento superiore delle Venezie” 1856 di T.A.Catullo
Astrea Montevialensis Tavola XIII figura 3 (da “Dei terreni di sedimento superiore delle Venezie 1856 di Tomaso Antonio Catullo)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

da “Memoria della Società Italiana di Scienze Naturali” 1866
Phyllocoenia Montevialensis – Tavola V figura 3 (da Memoria della Società Italiana di Scienze Naturali 1866)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TOMASO ANTONIO CATULLO

Egli è ritenuto il pioniere, per antonomasia, della geologia del Bellunese. Nato a Belluno il 9 luglio 1782 da una famiglia di modeste condizioni sociali, dopo il ginnasio si trasferì a Padova per frequentare la facoltà di medicina. Una laurea che non conseguì mai. Nel 1811 divenne professore di storia naturale e chimica nel liceo di Belluno; quando questo fu soppresso, quattro anni dopo, passò a insegnare in quello di Verona prima e di Vicenza poi. Negli anni successivi uscì un “Manuale di Mineralogia eseguito secondo il metodo mineralogico dell’Ab. Hauy, coll’aggiunta della Sinonimia alemanna”, primo lavoro in Italia che segue il metodo cristallografico-chimico. Catullo effettuò sul territorio diverse escursioni a scopo didattico raccogliendo una serie di campioni minerali lungo le montagne del vicentino e del bellunese. Molta importanza attribuì ai fossili contenuti nelle rocce tanto da essere materia del “Saggio di Zoologia fossile ovvero Osservazioni sopra li petrefatti delle Province Austro-Venete con la descrizione dei monti entro ai quali si trovano”. Suo è pure “Osservazioni sopra i Monti che circoscrivono il Distretto di Belluno” come del resto altri contributi che andarono ad aggiungersi nel corso della sua vita, caratterizzata da incontri con i massimi esperti di geologia del tempo e che gli valse la cattedra di Storia Naturale all’Università di Padova di cui, dal 1833, divenne professore effettivo e in seguito rettore dell’ateneo. Le sue ricerche di stratigrafia furono ritenuti di grande rilievo in particolare per il sistema di datazione delle rocce attraverso il metodo dei resti fossili. Negli ultimi anni si dedicò a studiare le miniere del Bellunese: tra cui quelle di Vallalta e di Val Imperina i cui approfondimenti sono contenuti nel saggio “Delle Miniere delle Alpi Venete e principalmente di quelle del bellunese. Notizie storico geognostico-mineralogiche” Morì a Padova il 13 apr. 1869.

Solo moltissime le singolarità che gli studiosi hanno saputo indentificare in ogni reperto di corallo fossile (vedi sopra alcuni esempi).

Come profani, possiamo solo ammirare la naturale simmetria di queste stelle di pietra (astrea) che ancora oggi possiamo trovare passeggiando nel nostro territorio.

Corallo fossile (foto P.G.)

 

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